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“Tofu” di farina di ceci

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Tofu, tofu, tofu…

Un’ottima fonte proteica per chi sceglie una dieta che esclude i prodotti animali, ma anche odiato da tante persone. Se sei una di queste, adorerai questa ricetta. Ma credo che ti piacerà in ogni caso, perchè questa versione di tofu homemade è semplice e veloce da fare, ha bisogno di pochi ingredienti ed è incredibilmente versatile. Si può mangiare da solo, scottare in padella, magari con della salsa di soia per dargli quel tocco asiatico, con un mix di verdure grigliate o usare nelle insalate per arricchirle di proteine. E’ senza glutine ed è perfetto per coloro che sono allergici alla soia. Quando lo faccio, ne preparo una doppia porzione, che congelo così da avere proteine “easy to go” per completare le mie insalatone quando ho poco tempo. Inoltre è decisamente più economico del tofu che si compra al supermercato e ha anche un contenuto minore di grassi.

Questa ricetta mi ha convinto che la farina di ceci è un ingrediente di cui non farò più a meno in cucina. Se provi a farlo, sono curiosa di sapere che cosa ne pensi, quindi aspetto i feedback!! 😀

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"Tofu" di farina di ceci

Preparazione 5 minuti
Cottura 10 minuti
Tempo totale 15 minuti
Porzioni 4 persone

Ingredienti

  • 130 g farina di ceci
  • 1/2-3/4 cucchiaino sale
  • 1/2 cucchiaino aglio in polvere
  • 1/2 cucchiaino curcuma (per il colore)
  • 1/2 cucchiaino curry (opzionale)
  • 450 ml acqua

Procedimento

  1. Rivesti di carta da forno uno stampo da plum cake (o di quelli per il pane) e mettilo da parte pronto all'uso;

  2. In una pentola abbastanza grande, con l’aiuto di una frusta, mescola tutti gli ingredienti finchè non ci sono più grumi. (Puoi anche usare un frullatore per far amalgamare bene tutti gli ingredienti e dopo versare l’impasto in una pentola);

  3. Cucina a fuoco medio mescolando continuamente. L’impasto inizierà a diventere “granuloso” man mano che la pentola si scalda e dopodichè inizerà ad addensarsi uniformemente. Ciò avverrà dopo 5 minuti circa;

  4. Una volta che l’impasto sarà bello denso e uniforme, sempre continuando a mescolare, fai cucinare per altri 3-4 minuti in modo che la farina di ceci sia ben cotta. Se l’impasto inizia a bruciacchiarsi, abbassa la fiamma. Ora puoi assaggiare il miscuglio per assicurarti che non ci sia più il gusto della farina di ceci cruda, e regolare il sale a piacere;

  5. A questo punto versa l’impasto nello stampo precedentemente rivestito di carta da forno, aiutandoti con una spatola se necessario. Lascia raffreddare e poi fai riposare in frigorifero per almeno un’ora;

  6. Assicurati che l’impasto si sia solidificato per bene e poi taglia a cubetti. Puoi servirlo freddo nelle insalate, o scottarlo in padella prima di servire. 

Note

Si può conservare in frigo fino a 3 giorni. Il tofu potrebbe perdere del liquido mentre riposa in frigorifero, scolare e usare. Si può anche congelare così da averlo sempre pronto all’uso.

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I germogli, secondo un analisi in cui la quantità di nutrienti e antiossidanti veniva valutata in base al prezzo, sono risultati il genere alimentare che apporta più nutrienti al minimo costo. In pratica sono verdure che si fanno di steroidi. Ma esattamente, che cosa sono i germogli?

Il seme di una pianta è il depositario delle informazioni genetiche e delle sostanze nutritive che gli permetteranno, al momento opportuno, di generare una nuova pianta. Quando il seme trova condizioni favorevoli di umidità e temperatura, assorbendo l’acqua e con l’aiuto dell’ ossigeno, del calore e della luce, si attiva producendo un germoglio.

I benefici medici e nutritivi dei germogli sono noti da secoli sia nella cultura orientale che in quella occidentale. Nonostante ciò, non sono mai stati introdotti veramente nelle abitudini alimentari occidentali, il che è abbastanza assurdo, perché coltivare i germogli:

  • è facile e veloce
  • è divertente
  • è economico
  • sono buoni e si possono coltivare in tutte le stagioni
  • fanno benissimo

Nessun altro cibo garantisce un così alto apporto nutrienti, con un impiego minimo di tempo, energia e risorse. La fase di germinazione di un seme, corrisponde al momento in cui esso ha il massimo apporto nutritivo. Durante questo processo il seme produce enzimi, sostanze vive e attive che sono fondamentali nei processi digestivi e metabolici. Gli enzimi, responsabili della trasformazione chimica degli elementi contenuti nel seme, convertono tutte le sostanze in elementi semplici e ricchi di nutrienti facilmente assimilabili dall’organismo. I carboidrati, presenti principalmente sotto forma di amidi nei semi, durante il processo di germinazione vengono trasformati in zuccheri semplici assimilabili velocemente dal corpo umano. La presenza di tali zuccheri spiega il dolce retrogusto dei germogli. Le proteine si trasformano nei loro componenti base: gli aminoacidi. Anche i grassi sono separati nei loro componenti base: gli acidi grassi e il glicerolo. I sali minerali e gli oligoelementi diventano a loro volta più facilmente assimilabili grazie al loro accostamento agli amminoacidi. Le proprietà ristrutturanti dei germogli sono date proprio dal fatto che la quantità di proteine e di conseguenza di amminoacidi aumenta notevolmente. Secondo degli studi e degli esperimenti di laboratorio condotti negli USA, diverse varietà di germogli contengono sostanze anticancerogene. Le vitamine aumentano fino al doppio rispetto al seme e fino al triplo rispetto alla pianta adulta. Al contrario dei normali ortaggi, in cui i nutrienti diminuiscono a partire dal momento in cui vengono raccolti, nei germogli restano intatti fino al momento del loro effettivo consumo. Vista l’alta dose di nutrienti, non bisogna eccedere nell’uso, la dose consigliata è di 60-100 g al giorno.

 

Ma ora veniamo al lato pratico. Come, cosa, dove, quando?

Coltivarli in casa è semplicissimo: ti serviranno dei semi, un contenitore e uno scolino. Se hai un germogliatore e uno spruzzino, il tutto si fa molto più comodo, ma è totalmente fattibile anche senza. A casa ho il germogliatore che vedi nella foto qua in basso, ma ora che sono una studentessa fuori sede, coltivo i miei germogli in un normalissimo contenitore. In base alla varietà dei semi, questi dovranno essere messi a bagno in acqua, solitamente per una notte. Dopo l’ammollo vanno risciacquati e messi nel contenitore o nel germogliatore. I futuri germogli vanno sciacquati, usando lo scolino, 2-3 volte al giorno e tenuti in un contenitore aperto per permettere il passaggio d’aria. Se non ci si dimentica di bagnarli, questi saranno pronti dopo 3-4 giorni, quando saranno comparse delle foglioline di un verde intenso.

Esistono un’infinità di semi che si possono far germogliare: tra i germogli di leguminose ci sono le lenticchie, gli alfa alfa, i ceci, i fagioli, i piselli e la soia. E sì, intendo proprio i legumi secchi che si comprano al supermercato per pochi euro. Si può far germogliare la quinoa, il grano saraceno, il miglio, i semi di lino, di sesamo, di senape… Ma i miei preferiti, forse anche perchè sono influenzata dal fatto che è stato dimostrato che sono i più salutari, sono i germogli di broccolo. Loro sono i supereroi tra i germogli e, considerando che si possono comprare per circa 30€ al kg, e che con 1 kg ci si fa circa 150 porzioni di germogli di broccolo, una porzione costa solamente 20 centesimi. In termini di contenuto di sulforafano, una potente sostanza antiossidante e anticancerogena, una porzione di germogli di broccolo equivale a 27 porzioni di broccoli. Quindi sarebbe come andare in un negozio e comprare una porzione di broccoli a 1 centesimo.

Nella prima foto, così come nella terza e quarta, sono stati immortalati i germogli di lenticchie, tra i legumi che preferisco far germogliare, perchè essendo piccoli non risultano troppo duri da mischiare nelle insalate. Nella seconda foto i mitici germogli di broccolo e qua sotto, dulcis in fundo, germogli di fagioli verdi mung.

Di seguito i link agli studi su cui è basato quest’articolo:
  • http://www.farmacianews.it/studi-sulle-proprieta-del-sulforafano/
  • https://nutritionfacts.org/video/biggest-nutrition-bang-for-your-buck/
  • https://nutritionfacts.org/video/antioxidants-sprouting-up/
  • https://www.dionidream.com/la-meraviglia-dei-germogli-per-il-nostro-corpo

 

 

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Vegani a Porto

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Ho sempre desiderato visitare il Portogallo, tant’è che più volte, mi sono ritrovata a trafficare su Skyscanner cercando qualche offerta per Lisbona o Porto. Tra il fatto che i voli erano sempre parecchio costosi e non trovavo mai l’occasione giusta, non ci sono mai andata. Non ci ero mai andata! Perché finalmente, ora che vivo in Spagna, sono riuscita ad approfittare della posizione geografica favorevole, per visitare i “vicini”. Un weekend lungo, tre giorni interi. Tre giorni in cui ero costantemente a bocca aperta e con il telefono in mano per cercare di catturare la bellezza di tutte quelle casette colorate tipiche di Porto. Chiese dorate in stile barocco, perdersi nei stretti vicoli che ricordano Diagon Alley, studenti universitari vestiti con la stessa uniforme degli alunni di Hogwarts, godersi il canto appassionato dei cori giovanili o l’insolita musica di artisti di strada che crea una meravigliosa atmosfera in giro per tutta la città, visitare librerie le cui scale a chiocciola sembrano portare in mondi fatati, godersi il panorama zeppo di casette arcobaleno da una collina lungo il fiume. Questa città magica mi ha davvero conquistata. Non mi sorprende che la Rowling, vissuta lì per 2 anni, ne abbia tratto ispirazione. 💫⚡️✨

Ma il bilancio di un viaggio non può essere totalmente positivo se non c’è di mezzo anche del buon cibo. Quindi ecco per voi una lista di posti in cui mangiare veg in questa briosa città portoghese.

 

Questo raffinato ristorante con un delizioso giardinetto interno, nonostante nel nome abbia la parola “vegetariano”, non lo è del tutto, poichè sul menù ci sono anche piatti di carne e pesce. Apparte questi, ovviamente ci sono anche numerosi piatti vegetariani, vegani e senza glutine. Tra i dessert, sul menù c’è anche un dolce crudista, che ovviamente ho voluto provare: una base di noci macadamia e anacardi, ricoperta da una composta di mango e fragole. Ma perchè ho iniziato dalla fine? Scusate ma ultimamente sto diventando come mia sorella, convinta sostenitrice dell’esistenza di uno stomaco extra per il dessert! Comunque andando con ordine… per iniziare, ancora prima che mi portassero l’antipasto che avevo ordinato, ovvero una zuppa di pomodoro e barbabietola, mi hanno offerto dei crostini con delle salsine. Purtroppo soltanto una tra queste era vegan, ma era molto buona! Il primo piatto è stato quinoa rossa saltata con asparagi, verdure, pomodori secchi, pesto al basilico e semi tostati. Una vera delizia e anche uno spunto per una ricetta da provare in futuro. Che ovviamente condividerò con voi. Il cibo era molto buono, si sentiva che gli ingredienti erano freschi e di qualità. Anche la presentazione dei piatti, come si può notare dalle foto, era impeccabile. Mi piace molto quando i piatti sono belli da vedere, perchè in fondo, mangiamo anche con gli occhi. L’ambiente è riservato e l’atmosfera è davvero piacevole. Il personale è professionale e disponibile, quindi è un ristorante che certamente consiglio. Nei weekend d’alta stagione potrebbe essere abbastanza battuto, quindi forse è meglio prenotare. La zona non è super centrale, ma la qualità del cibo vale lo spostamento 😉

 

Buffet 100% vegan a 11,95€… ma di cosa stiamo parlando? Questo ristorante totalmente vegan offre un buffet senza limiti sia a pranzo che a cena. Ripeto… senza limiti. Le bevande e i dolci sono esclusi… ma poi, chi ha bisogno dei dolci quando hai mangiato talmente tanto che stai per scoppiare?! 😂 Adoro i ristoranti con questa formula, perché oltre al fatto che posso dare libero sfogo alla mia parte ghiotta, si può assaggiare tante cose diverse. Infatti come si può vedere dal piatto numero 1 (ce ne sono stati altri 3 dopo, ooooops!), ho preso un assaggio di tante cose diverse! E devo dire che nel complesso era tutto buono. Si può scegliere tra sushi, mix di legumi, insalate fresche, verdure cotte, torte salate, involtini, zuppe e molto altro ancora. Le opzioni senza glutine anche qui non mancano. Un’altra cosa bella di questo posto è che si può mangiare seduti su un’altalena! 🌙 Come se gli 11,95€ senza limiti non fossero un incentivo abbastanza accattivante, anche la posizione è ottima, infatti Cultura dos Sabres è situato nel cuore del centro storico di Porto.

 

Questo ristorante a gestione familiare, con ben 39 anni di storia, è stato il primo ad offrire cibo vegetariano e vegano a Porto. Specializzato in cucina macrobiotica, offre ogni giorni un menù diverso. Gli ingredienti sono per lo più biologici e i piatti preparati sono semplici, caserecci e gustosi. Visto che quella giornata era particolarmente fredda mi sono riscaldata con una buona zuppa di miso. Ho voluto inoltre assaggiare delle sfogliatine che sembravano molto appetitose: una alle alghe e l’altra ripiena di verdure. Poi mi sono riempita il piatto di verdure, perchè ero molto affamata dopo una giornata di turismo in giro per la città. Broccoli con sopra un chilo di maionese veg, zucchine e funghi saltati e un “purè” di lenticchie. Per finire in bellezza, il cheescake che vedete nell’ultima foto, quello che sembra buonissimo con sopra i mirtilli… ecco, proprio quello lì, è finito nel mio stomaco, in quello extra per il dessert che ho menzionato prima! Era pure senza zucchero raffinato, quindi totalmente ammissibile 😉

Lo spazio è grande e l’atmosfera rilassata e casalinga. All’entrata del ristorante c’è anche un piccolo negozietto dove vendono molti prodotti biologici e vegan.

 

Fino ad’ora ho parlato solo di pranzi e cene… ma le colazioni, i brunch, gli smoothie e i caffè dove sono? In questo bar, ubicato in una zona centralissima, a due minuti a piedi dalla famosa libreria Lello (una delle più belle del mondo), potete gustarvi un ottimo brunch. Il locale non è vegan ma ha numerose opzioni adatte a noi: come questa incantevole acai bowl, o gli smoothie, o quella “Lava cake” al cioccolato e burro d’arachidi. La foto di quel tortino al cacao con un cuore morbido di cioccolato sciolto e burro d’arachidi, da gustare ancora caldo, non ha bisogno di descrizioni. E’ da provare e basta. Un’esperienza multisensoriale che mi ha portata dritta al terzo girone dell’inferno, quello dei golosi. Quando ci sono andata, di domenica mattina, il locale era molto pieno e quindi il servizio non è stato velocissimo, ma ne è valsa senz’altro la pena! Per i caffè e gli smoothie hanno anche latti vegetali, quindi altri punti bonus.

 

  • Negozi e mercati

Ok, non è la Boqueria di Barcellona, ma il Mercado do Bolhão merita decisamente una visita, sopratutto se si vuole gustare della buona frutta di stagione. Quello che mi è piaciuto decisamente un po’ meno, è il fatto che vendono anche galline e polli. Quindi se siete sensibili a queste cose, vi sconsiglio di andarci.

Vicinissimo alla Casa do Musica, il teatro dell’opera di Porto, c’è Idealbio, un negozio super fornito di alimenti vegan e ovviamente biologici (come dice il nome), con anche frutta e verdura e prezzi buoni.

 

 

Spero che questi consigli possano esservi utili per quando visiterete Porto, cosa che vi consiglio caldamente vista la bellezza di questa città. Ah sì, se volete anche un consiglio per la durata del soggiorno, credo che 3 giorni interi siano un periodo di tempo ideale, perchè si riescono a vedere praticamente tutte le attrazioni principali e si ha un assaggio della briosa vita portoghese.

 

 

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