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Burger vegan di riso e fagioli borlotti

Burger vegan di riso e fagioli borlotti

La ricetta per i burger totalmente vegetali a base di riso e fagioli che vi propongo oggi è realizzata in collaborazione con ZenPasta. Si tratta di una piccola realtà italiana che fa da ponte tra il gusto italiano e la tradizione orientale, nello specifico quella giapponese. Ho parlato in maniera approfondita dell’ingrediente che sta alla base dei loro prodotti, ovvero la fibra di Konjac, nel precedente aritcolo (clicca qui).

Dopo aver sperimentato in cucina con le penne al ragù di soia e gli spaghettini Shirataki con tempeh, questa volta ho voluto creare qualcosa di alternativo. Usando un altro altro prodotto di ZenPasta, ovvero il Risino di Shirataki, che è il protagonista di questi burger viola, assieme ai fagioli e al cavolo cappuccio rosso, che è l’ingrediente che anche questa volta porta un po’ di colore in cucina.

Questi burger vegani richiedono pochi ingredienti, sono facili e veloci da preparare e davvero deliziosi. La mia versione è piuttosto semplice, ma si può arricchire ulteriormente il loro sapore aggiungendo erbe aromatiche e spezie a piacere.

Si possono guastare come secondo, accompagnati da un contorno di verdure e una maionese vegana; oppure sono perfetti da gustare in un panino, con qualche foglia d’insalata, del pomodoro, maionese veg e se vi piace, anche un cetriolino.

Questi burger vegani hanno un buon apporto proteico grazie all’utilizzo dei fagioli borlotti e della farina di ceci e grazie alla bassa densità calorica del Risino di Shirataki, sono molto leggeri e perfetti per chi è alla ricerca di una ricetta light ma gustosa.

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Burger vegan con riso e fagioli borlotti

Preparazione 10 minuti
Cottura 40 minuti
Tempo totale 50 minuti

Ingredienti

  • 250 g fagioli borlotti
  • 60 g risino di Shirataki (pesato a secco)
  • 200 g cavolo cappuccio rosso
  • qb lievito alimentare secco
  • qb farina di ceci
  • qb pangrattato (o fette biscottate integrali)
  • qb sale e pepe

Procedimento

  1. Cucinare il risino secondo le istruzioni indicate sulla confezione: versarlo in abbondante acqua salata in ebollizione e cuocere per 12-15 minuti. Scolare e far rafreddare leggermente mentre prepariamo gli altri ingredienti;

  2. Cucinare i fagioli borlotti in pentola a pressione oppure usare quelli in scatola (nel secondo caso sono da sciacquare e scolare per bene);

  3. Lavare e tagliare il cavolo cappuccio e farlo saltare il padella con un po' d'acqua o un filo d'olio evo;

  4. Una volta che i 3 ingredienti base sono pronti, unirli in un recipiente capiente, aggiungendo lievito alimentare, sale, pepe e spezie a piacere da regolare in base al proprio gusto personale;

  5. Frullare il tutto fino ad ottenere un composto omogeneo e aggiungere gradualmente la farina di ceci fino ad ottenere una consistenza con cui sia facile formare delle palline con le mani;

  6. Prendere con un cucchiaio l'impasto e formare delle palline con le mani da far rotolare nella panatura integrale. Se non avete a disposizione del pan grattato integrale, si può anche tritare in un miniprimer o tritatutto delle fette biscottate integrali;

  7. Disponete poi le palline in una teglia rivestita da carta forno e schiacciatele leggermente con le mani per formare una forma che ricorda dei burger. Sono da cuocere in forno preriscaldato a 200° per 35/40 minuti o fino a quando non saranno dorate, girandole a metà cottura. Consiglio di servirle ancora calde, accompagnate da una maionese vegana.

Note

Potete trovare il Risino di Shirataki di Zen Pasta che ho usato nella ricetta per questi burger vegetali viola cliccando qui

Shirataki con tempeh in padella

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Burger di sorgo, funghi e barbabietola: vegani e senza glutine

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Questi burger vegani di sorgo, funghi e barbabietola rossa sono senza glutine (quindi adatti anche ai celiaci), nutrienti, facili da preparare e soprattutto molto gustosi.

Personalmente, credo che una tra le cose più importanti per un’alimentazione sana, sia la varietà nella scelta degli alimenti. Per questo cerco di alternare il più possibile cibi diversi. Un po’ di tempo fa, curiosando tra gli scaffali del supermercato, mi sono imbattuta nel sorgo, che ora fa parte della mia dispensa, perchè in cucina è molto versatile e non ha un costo eccessivo.

Ma che cos’è il sorgo?

Il sorgo (Sorghum volgare) è un antico cereale di origine africana e nell’antichità era alla base dell’alimentazione umana poiché è una pianta forte e resistente alla siccità, infatti è in grado di entrare in “stati vegetativi” per rallentare le funzioni vitali nei periodi di scarsa disponibilità di acqua. Attualmente è diffuso a livello mondiale e si coltiva anche in Italia. Viene considerato il quinto cereale per importanza di coltivazione ed è preceduto da grano, riso, mais e orzo.

Quali sono le proprietà nutrizionali del sorgo?

Il sorgo contiene molta fibra ed è un ottima fonte di carboidrati complessi, il che significa che è anche un’ottima fonte di energia. E’ una buona fonte di sali minerali come ferro, magnesio, fosforo, potassio, calcio e zinco. E’ naturalmente ricco di antiossidanti e fitocomposti come acidi fenolici, fitosteroli e flavonoidi. Oltre a ciò, apporta anche vitamine, tra cui vitamina B3 e vitamina E, che rendono quest’alimento ricco di proprietà nutritive. E’ anche molto digeribile e i suoi nutrienti sono facilmente assimilabili dal nostro corpo. Essendo un cereale privo di glutine inoltre, è adatto per i celiaci e gli intolleranti.

Come si usa?

In commercio lo si trova sia sotto forma di granella che di farina. Per ora non ho ancora provato ad utilizzare la farina, quindi parlerò della granella, che si può cucinare così com’è oppure la si può lasciare per una-due ore in ammollo prima di sciacquare per bene e procedere alla lessatura. Una volta cotto, si può utilizzare per preparare diverse ricette: oggi vi propongo quella per dei burger vegani a base di sorgo con funghi e barbabietola rossa. Sono perfetti per farcire panini vegetali, a cui consiglio di aggiungere del formaggio e della maionese vegani e qualche verdura.

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Burger di sorgo, funghi e barbabietola

Preparazione 10 minuti
Cottura 30 minuti
Tempo totale 40 minuti
Porzioni 3 burger

Ingredienti

  • 80 g sorgo (pesato a secco)
  • 180 g funghi
  • 1 barbabietola rossa media
  • 20 g pomodori secchi
  • qb sale
  • qb spezie

Procedimento

  1. Dopo averlo lasciato il sorgo in ammollo per 1-2 ore (opzionale), sciacqualo per bene sotto l'acqua corrente e cucinalo aggiungendo nella pentola i pomodori secchi. Dopo aver portato a bollore, fallo lessare in una casseruola a fuoco basso con un rapporto acqua/sorgo di 3/1 per circa 30 minuti o fino a quando tutta l'acqua verrà assorbita;

  2. Nel frattempo, taglia la barbabietola e i funghi e poi falli saltare in padella con un filo d'olio a piacere;

  3. Una volta che tutti gli ingredienti saranno pronti, unisci in un mixer il sorgo cotto con i pomodori secchi, i funghi, la barbabietola, sale e spezie a piacere. Poi frulla fino ad ottenere un composto omogeneo. Con le mani forma delle palline della dimensione desiderata, a cui andrai a dare la forma di burger schiacciandole con una paletta. Cucina in una padella antiaderente fino a doratura, usando un filo d'olio se lo desideri.

Note

  • Le spezie che ho usato: pepe nero, paprika e un mix di spezie dal gusto affumicato
  • Se dovessi incontrare difficoltà a formare i burger perchè il composto non è abbastanza denso, aggiungi della farina d’avena
  • Consiglio di servire all’intero di un burger, assieme a del formaggio vegetale, verdura fresca e maionese vegana.
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Durante il capitolo Balinese del mio viaggio ho visitato il ritiro Ayurvedico Sukhavati.

In passato ho fatto diversi ritiri di yoga, meditazione o detox, ma questa è stata la prima volta che ne ho fatto uno di Ayurveda e a dirla tutta è stato anche un po’ il mio approccio a questo sistema di medicina naturale utilizzato in India fin dall’antichità.

Ayurveda è una parola composta da ayur (longevità) e veda (conoscenza della vita).  Quest’antica tradizione comprende aspetti di prevenzione e cura finalizzati ad allungare e migliorare la vita dell’essere umano in armonia con la natura. Tra i rimedi ayurvedici vi sono preparati di origine animale (vegetariani) e vegetale, provvedimenti dietetici e comportamentali, meditazione, yoga e massaggio ayurvedico.

Io e un’amica abbiamo partecipato al programma del ritiro Sukhavati per 4 giorni e 3 notti. Visto che il resort è vegetariano e non puramente vegano, abbiamo contattato in anticipo la reception via email comunicando di essere vegane. Ciononostante il primo giorno ci è stato servito un pasto contente del Ghee, ovvero burro chiarificato. Quando si viaggia in Paesi asiatici consiglio pertanto di specificare che essere vegani significa non consumare alcun prodotto di orgine animale (no latticini, no miele, ecc).

Al momento dell’iscrizione al programma, si può scegliere un programma personalizzato e il nostro prevedeva trattamenti ayurvedici (Abhyanga e Shirodhara), yoga 2 volte al giorno, massaggi, una consulenza con il medico ayurvedico, succhi freschi, infusi e pasti preparati secondo i principi alimentari dell’ayurveda.

Il resort si trova in una parte molto tranquilla di Canggu, lontana da quella turistica. Al nostro arrivo lo staff ci ha accolte con una deliziosa bevanda allo zenzero speziata alla menta e una ghirlanda di frangipani. L’atmosfera del resort è semplicemente magica: statue di Buddha, laghetti, piccoli altari con incenso profumato, il tutto contornato da piante tropicali rigogliose.

Quando ci hanno accompagnate alla nostra sistemazione siamo rimaste senza parole; per quei giorni avremmo avuto una villa con piscina tutta per noi. La doccia all’aperto nascosta tra le piante era decisamente la mia parte preferita.

Ecco qua il programma di una giornata tipo:

Ero molto curiosa di provare la cucina ayurvedica e ne sono rimasta entusiasta. Durante il nostro soggiorno abbiamo partecipato anche ad una cena di Gala la cui location era sensazionale, seguita da un’esibizione di danze tipiche balinesi.

Ogni giorno c’erano nel programma dei trattamenti, quello che più mi è piaciuto è stato il massaggio di riflessologia plantare. La spa è immersa nella natura e si trova lungo il corso di piccolo fiume. Ascoltare il canto degli uccellini e lo scorrere del fiume durante i trattamenti è stato molto bello e rilassante.

Nel complesso è stata un’esperienza più che positiva e ne porterò a casa un piacevole ricordo. L’unica cosa che mi ha lasciata un po’ perplessa è stata la consulenza con il dottore ayurvedico (nota bene: non si tratta di un medico di medicina tradizionale), il quale mi esortava ad intordurre lo yogurt e il ghee nella mia alimentazione, cose con le quali sono in totale disaccordo per motivi etici e salutari. Pertanto, vi invito sempre ad essere critici con le informazioni che ricevete e fare sempre le vostre ricerche.

Per ulteriori informazioni riguardo al ritiro puoi consultare il loro sito: www.sukhavatibali.com

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