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Gli Shirataki di Konjac potrebbero sembrare un alimento innovativo o strano, ma in realtà fanno parte della tradizione asiatica e dalla relativa cucina da oltre 2000 anni.

La radice di Konjac, che visivamente potrebbe ricordare lo strano accoppiamento tra zenzero e barbabietola (googlare per credere), viene coltivata in Cina, Giappone, Taiwan, Corea e Sud-est asiatico. Questa pianta viene facilmente trasformata in farina. Proprio dalla farina vengono poi fatti gli Shirataki di Konjac, che visivamente ricordano la pasta. Il formato più conosciuto ed utilizzato è lo spaghetto, ma ne esistono anche altre tipologie.

Oltre ai noodles, combinando la farina di Konjac con acqua o acqua di calce, si ottiene la gelatina “konyaku”, che è un ingrediente molto utilizzato in giappone ed ampiamente usato da coloro che scelgono un’alimentazione vegetariana e vegana, come sostituto della gelatina animale. Grazie alla consistenza collosa del Konyaku, si può ricreare la consistenza delle caramelle gommose che altrimenti contengono gelatina animale. La pianta di Konjac contiene anche il glucomannano, una gomma naturale vegetale (detta anche: gomma di konjac) usata in alcune varietà di gomme da masticare ed integratori. Un altro fatto curioso è che in Corea il Konjac si usa anche come crema per i massaggi al viso.

Ma ora veniamo alla ricetta di questo piatto, facile e veloce da preparare, in cui ho reso gli shirataki viola per portare in tavola un po’ di colore (e anche per rendere la ricetta più instagrammabile, lo ammetto). Inoltre, in questa ricetta ti spiegherò anche come ho cucinato il tempeh in padella, facendolo dorare a dovere senza utilizzare l’olio.

Shirataki con tempeh in padella

Preparazione 10 minuti
Cottura 10 minuti
Tempo totale 20 minuti
Porzioni 2 persone

Ingredienti

  • 150 g spaghetti Shirataki di Konjac (pesati a secco)
  • 150 g tempeh
  • mezzo cavolo cappuccio rosso
  • 150 g funghi champignons
  • 2 spicchi d'aglio
  • qb salsa di soia
  • qb sale

Procedimento

  1. Cucinare gli spaghetti di Konjac seguendo le istruzioni riportate sulla confezione;

  2. Nel frattempo, tagliare finemente l'aglio e il cavolo cappuccio e poi farli saltare in padella antiderente con un filo d'olio evo o dell'acqua;

  3. Tagliare a pezzetti i funghi e unirli alle verdure. Regolare sale e salsa di soia a piacere per dare sapidità al piatto e far cucinare per una decina di minuti circa;

  4. Dopo circa 12 minuti, gli shirataki di Konjac saranno pronti (non scuociono mai, rimanendo sempre della stessa consistenza). Unirli alle verdure cucinate in padella e mescolare affinchè i sapori si amalghimino per bene.

Per il tempeh (cottura light senza olio)

  1. Tagliare il tempeh a fettine sottili, indicativamente con uno spessore di poco superiore ai 5 mm;

  2. Disporre le fettine singolarmente su una padella antiaderente e far cucinare a fuoco medio su ambo i lati fino a doratura.

  3. Servire il tempeh ancora caldo, disponendone un piao di fettine sul piatto di spaghettini con le verdure.

Note

Gli Shirataki di Konjac utilizzati nella ricetta sono di ZenPasta e li puoi trovare cliccando su questo link.

Spero che questa ricetta per preparare gli spaghetti Shirataki di Konjac con il tempeh ti sia piaciuta e che la proverai presto. Se lo farai, condividi la foto su Instagram e taggami @_thevegansideofthemoon, così posso vedere la tua creazione e repostarla nelle mie storie 😀

E tu hai mai provato la pasta di Konjac? Ti è piaciuta?

Scrivimelo nei commenti qui sotto👇

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Come già accennato, ho soggiornato per alcune notti da Samadi Bali, perchè è anche un resort con carinissimi alloggi. E’ situato nel cuore di Canggu, molto vicino alle spiagge di Batu Balong ed Echo beach. Nonostante la zona centrale in cui è collocato, è un luogo molto tranquillo, probabilmente grazie ai lussureggianti giardini verdi che creano un atmosfera molto piacevole e rilassante. Come puoi vedere dalla foto qui sotto, le camere sono graziose e confortevoli e la vista sui campi di riso è semplicemente incredibile. Direi che non si farebbe fatica ad abituarsi a svegliarsi con una vista così. Anche sorseggiare il caffè a bordo piscina mentre controllavo le mail non era affatto un brutto modo di iniziare la giornata. Bonus: da Samadi è disponibile acqua purificata e tè caldo tutto il giorno (sia nelle camere sia negli spazi comuni).

Essendo un centro olistico dedicato al ringiovanimento spirituale, emozionale e anche fisico, da Samadi è possibile fare diversi trattamenti come: massaggio tradizionale balinese, bilanciamento dei chakra, terapia cranio-sacrale, terapia per scaricare lo stress e life coaching.

Ho adorato ogni singolo aspetto del centro Samadi, ma la mia parte preferita è stato senza dubbio il cibo al loro Ristorante & Cafe Vegetariano. I prodotti usati sono sempre freschi, locali, biologici e certificati dal “Slow food Movement”. Decisamente un ristorante in cui andare se vuoi fare felici le tue papille gustative. La loro cucina ha un’influenza Asiatica, Indiana – Ayurvedica e ingredienti sani come cereali integrali, frutta, verdure e fonti proteiche vegetali vengono creativamente trasformati in piatti gourmet, senza l’uso di addittivi artificiali. Nel menù ci sono tantissime opzioni vegane e senza glutine, tutto quanto accuratamente segnalato con dei simboli. Inoltre, chiedendo allo staff, la maggior parte dei piatti sono personalizzabili. Il mio piatto preferito è il Vegan breakfast special – la “salsiccia” di tempeh è deliziosa – e il drink che consiglio di provare è lo smoothie al cioccolato, letteralmente un dessert sottoforma di frullato.

Infine, una cosa da non perdere se ti trovi nella zona di Canggu nel weekend, è il Samadi Sunday Organic Market, organizzato per supportare i produttori locali e gli artigiani indipendenti. Frutta esotica dai colori vivaci e verdure fresche creano arcobaleni instagrammabili, e oltre ai prodotti locali e biologici, c’è molto altro: pane fresco, dolciumi tipici, caffè, cioccolato, marmellate fatte in casa e salsette di ogni tipo. Se sei un fan del tempeh come me, ti consiglio di passare alla bancarella del tempeh e assaggiare le chips e il loro tempeh ai ceci. Oltre a poter fare una spesa senza OGM o pesticidi, ci sono tanti stand che vendono pezzi di artigianato unici, come gioielli fatti a mano, decorazioni per la casa, vestiti e accessori. Ci sono anche diverse alternative zero waste, ed è bello vedere che questo concetto sta diventando sempre più popolare, quindi non dimenticarti di portare una borsa per lo shopping da casa. Il mercato della domenica da Samadi, è anche il luogo perfetto per incontrare la comunità locale balinese, parlare con gli agricoltori e gli artigiani. Il mercato viene organizzato ogni domenica dalle 9 alle 2 di pomeriggio ed è decisamente una bel modo di passare la mattinata, finendola in bellezza con un bel pranzo al loro ristorante prima di andare in spiaggia. Visto che siamo in tema shopping, ho quasi dimenticato di menzionare che a sinistra dell’entrata principale di Samadi, c’è un piccolo negozietto che vende articoli legati alla pratica dello Yoga.

Se vuoi andare nell’isola degli dei, praticare yoga, mangiare sano, rilassarti e allo stesso tempo goderti le bellezze della zona, Samadi Bali è un luogo da non perdere. E anche se sei semplicemente in cerca di un bell’alloggio e del buon cibo, merita sicuramente dargli un’occhiata.

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Di seguito ecco un elenco dei luoghi che ho visitato, per ognuno dei quali ho fatto una lista dei ristoranti (vegani o vegan friendly) in cui ho mangiato, i posti in cui ho dormito e anche alcuni consigli sui posti da visitare.

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